mercoledì 14 gennaio 2009





La Storia nascosta di Modica
(Genealogia ed evoluzione del potere economico e politico a Modica nel secondo dopoguerra)


Lettera aperta agli intellettuali modicani

Le comunico che è stato costituito un gruppo di studio che vuole elaborare una "Storia nascosta di Modica", dal 1946 ai nostri giorni. Dopo aver individuato un elenco di personaggi politici ed uomini di cultura, tale gruppo, mi ha dato l'incarico di trasmetteLe il presente documento, in parte già pubblicato sul mensile Dialogo del mese dicembre 2008 e sul sito www.cartabianca.biz.
Su questa iniziativa Le chiediamo di esprimere un giudizio e l'indice provvisorio, qui riportato, ci sembrano capaci di fare immaginare le grandi coordinate dell'analisi che intendiamo portare a compimento. Riteniamo che Lei per l'esperienza politica, culturale e professionale che possiede, può dare un importante ed autorevole giudizio preventivo sulla fondatezza o meno delle tesi di partenza chiaramente dichiarate nei titoletti dell'indice provvisorio.
Riteniamo, infatti, che siano maturati i tempi per tentare di favorire questa grande ansia della cronaca politica più recente di divenire storia.
Noi non vogliamo produrre un repertorio o una cronologia dei fatti politici o di costume della nostra Comunità in questo secondo dopoguerra. Vogliamo, su un piano metapolitico, osservare dietro ai fatti, senza se e senza ma, con disincanto estremo e senza gabbie ideologiche e di partito.
Ovviamente saremo davvero lieti di una Sua risposta e Le assicuriamo che l'utilizzo del suo contributo sarà sottoposto alla Sua preventiva approvazione.
L'occasione mi è gradita per porgerLe i miei più fervidi saluti ed auguri di bene.
Modica, 14 gennaio 2009

Carmelo Modica



Se le cose andranno per il verso giusto dovrebbe essere pubblicata un'analisi a quattro mani: Carmelo Modica e Terzo Occhio con la collaborazione degli appartenenti al "Gruppo Terzo Occhio".

La Storia nascosta di Modica
(Genealogia ed evoluzione del potere economico e politico a Modica nel secondo dopoguerra)

Il professor Saverio Terranova ha pubblicato "Contributo alla Storia di Modica dal 1945 al 2006".(1)
Il libro racconta la storia politica del prof. Terranova Saverio, poi della Democrazia Cristiana ed infine di tutti gli altri.
E' molto utile per i ricercatori perché contiene i risultati delle elezioni comunali e la formazione delle varie Giunte succedutesi nel tempo.
Il maggior pregio è comunque la meticolosa descrizione dei quadretti di famiglia che hanno anticipato la elezione di tutti i sindaci che si sono succeduti nel tempo; peccato che tali descrizioni si fermano al 1985 quando la democrazia cristiana cedette il potere a 17 anni, quasi ininterrotti, di socialcomunismo.
Scenette di famiglia, molto preziosi, animate da correnti interne, tattiche, strategie, alleanze, minacce e promesse, vittorie e sconfitte, come fili intrecciati fra loro in un tessuto fortemente caratterizzato dal rapporto dell'autore con Nino Avola: conflittuale anche quando le situazioni politiche apparivano tranquille.
Poco conta se il Terranova ha voluto con questo libro togliersi sassolini dalle scarpe oppure narcisisticamente elogiare l'azione amministrativa dei suoi 109 mesi di Sindaco di Modica; la cronaca si serve anche di questi atteggiamenti mentali e di queste debolezze umane per soddisfare l'aspirazione a divenire Storia.
Succede che leggendo un'analisi nasca il desiderio di integrarla, annotarla e completarla: è quello che è successo a noi valutando la ricerca del Terranova.
Dopo aver letto l'eccezionale libro di Roberto Scarpinato e Saverio Lodato, "Il ritorno del Principe", (2)ci sembra utile tentare di applicare i codici di lettura di questi due autori ai siparietti descritti dal Terranova.
Infatti intuiamo che applicando tale chiave di lettura tutte le comparse democristiane, i voltagabbana e gli avversari veri e finti di questi quadretti di famiglia, assumano una identità diversa di quella che il Terranova descrive, manifestandosi come dinamiche del fuori scena del potere, quello che non si vede e non è mai stato raccontato ma che decide, fa politica e piega le leggi ai propri interessi.
Si intuisce l'assenza di processi politici normali avvertendo, invece, la presenza di un progetto orchestrato da forze estranee alla politica, un "dietro le quinte" che autorizza a pensare che esiste una dimensione invisibile della storia modicana.
Le scene descritte dal Terranova sembrano quell'altrove cui si riferiva Leonardo Sciascia quando scriveva “Il potere non è nel Consiglio comunale [...]. Il potere è sempre altrove.”
Questa sciasciana e fondatissima supposizione ci fa pensare l'utilità di un raffronto, con criterio di pura esegesi, dei metodi della politica con quelli che Falcone e Borsellino hanno descritto come peculiari delle strutture mafiose.
Ogni studio nasce dall'ansia di spiegare qualcosa che ci è oscuro. Nel nostro caso ci chiediamo:
• Può il contenuto dei "famosi" articoli apparsi nel 1985, sul periodico "I siciliani" di Giuseppe Fava, assassinato dalla mafia, essere considerato un antecedente del sistema di potere politico ed economico attuale?
• Perché nel 1984, proprio quando la Democrazia Cristiana raggiunse uno dei suoi massimi risultati avvenne una manovra che cedette l'amministrazione della nostra città a 17 anni di socialcomunismo?
• Perché in questi 17 anni di direzione socialcomunista abbiamo avuto una lenta agonia della nostra città ed un parallelo arricchimento di ben determinate famiglie?
• Può considerarsi un "missione compiuta" il ritorno sui lidi di potere di quei ben determinati personaggi politici (tre ancora vivi) che dopo aver consentito 17 anni di malgoverno socialcomunista sono tornati alla corte di Torchi per la devastazione finale di Modica e la sublimazione dei potentati economici?
• Questi 19 avvisi di garanzia, alla fine di sei anni di catastrofica distruzione della nostra città sono il naturale esito di una fisiologica mediocrità politica oppure un regolamento di conti?
Un'altra analisi che si intuisce possa fornire buone valutazioni interpretative del come si sia formato l'oggi politico ci sembra essere il raffronto, con criterio di pura esegesi, dei metodi della politica con quelli che Falcone e Borsellino hanno descritto come peculiari delle strutture mafiose.
Noi pensiamo di corredare il testo di una tabella in cui agli atti politici posti in essere corrisponda l'analogo modo di essere mafioso.
La rassegna stampa che già si pensa di inserire non ha l'obiettivo di attribuire colpe e responsabilità a qualcuno ma semplicemente evocare climi e contesti in cui inserire le valutazioni, per far risaltare le coerenze o le incongruenze.

(1) Saverio Terranova, Contributo alla Storia di Modica dal 1945 al 2006, Edizioni Argo pp.267+239, Ragusa 2008, patrocinio del comune di Modica, della provincia Regionale di Ragusa ed il contributo di sei ditte locali.
(2) Saverio Lodato e Roberto Scarpinato, Il ritorno del Principe, pp 347 Editore Chiarelettere Milano giugno 2008.



Indice (provvisorio)
prima bozza 15 gennaio 2009

Parte prima
Radiografia del momento presente
1.Introduzione
1.1.-Come e perchè è nata l'idea di scrivere questo libro.
1.2.-Scenari attuali
-Radiografia del sistema di potere attuale: struttura, modi di gestione ed il meccanismo delle elezioni.
-Chi gestisce il potere a Modica e dintorni
-Gli strumenti per la occupazione del potere.
-La presa del potere: la campagna elettorale
-La funzione delle liste civiche di partito e quelle del primo livello di voltagabbana
-Le liste dei voltagabbana prezzolati

Parte seconda
??????
2.-Antecedente storico: le analisi di Claudio Fava
2.1.-Claudio Fava e Miki Gambino, L’altra faccia della mafia. Sullo sfondo della crescita economica, un’evoluzione delle strategie criminali e l’esplosione di insolite ricchezze. “I siciliani” dicembre 1984.
2.2.-Claudio Fava, Ibla la dolce due anni dopo. La pigrizia di un Procuratore, il silenzio degli Iblei, il petroliere Minardo, le cattedrali barocche e quei 1400 nomi nei registri degli ospedali. I Siciliani maggio 1985.
2.3.-Carlo Ruta, Il metodo Minardo, in I complici Affari coperti e istituzioni nel sud-est siciliano. Edizioni Le Pietre, 2002

Parte terza
Modica 1946-1985
3.-Dal clientelismo alla mafiosizzazione della politica.

3.1.-Quarant'anni di Democrazia cristiana: dalla ricerca del consenso al più diffuso, scientifico ed onnipotente clientelismo.
3.2.-Nel clientelismo democristiano la radice ed il rafforzarsi del potere economico modicano.
3.3.-Ospedale, Azasi, "Famiglie". On. Avola (+ Minardo), prof. Terranova, inadeguata opposizione socialcomunista: cronologia e raffronto tra evoluzione politica e formarsi del potere economico.
3.4.-Dalla clientelizzazione ad uno scientifico processo di mafiosizzazione della politica modicana.

Parte quarta
Modica 1985-2002
4.-I diciassette anni di malgoverno socialcomunista
4.1.-1985: il nascente potere economico di origine democristiana, cede 17 anni di governo di Modica ai socialcomunisti, utilizzando quelli che meritano la qualità di "padri" dei futuri voltagabbana modicani.
4.2.-Il sindaco di tutta la città (Agosta), il sindaco alternativo (Scivoletto), il sindaco bello (Drago), gettano le basi per sfruttare la difesa del proletariato come arma per farsi i fatti propri.
4.3.-La finta guerra dei socialcomunisti ai poteri forti.
4.4.-Verso il Berlusconismo: comincia a farsi strada la genia malefica dei voltagabbana.

Parte quinta
Modica 2002 - 2008
5.-Il male è al potere con il peggior sindaco di Modica
5.1.-Piero torchi Lucifora sintesi del nulla appariscente e del clientelismo più ramificato.
5.2.-Le "Famiglie economiche" gestiscono direttamente il potere amministrativo.
5.3.-Diciannove avvisi di garanzia, giusta e sintomatica conclusione di un periodo.
Parte sesta
Modica 2008
6.-Ritorna la sinistra per reggere il moccolo
6.1.-Lotte in famiglia (false?) e lotte tra famiglie politiche (vere!).
6.2.-Antonello Buscema sobrietà, onestà e ...capacità di governo.
6.3.-Scontato finale dell'esperienza Buscema.

Parte settima
????
7.-La Scimmia della cultura modicana
7.1.- Tra blasone e mediocrità; considerazioni generali su una casta culturale origine e/o conseguenza della mediocrità politica
7.2.-L'università di San Martino: l'AZASI rossa.
7.3.-Poeti, critici d'arte, tuttologi, libri inutili e soldi: l'università bianca sporca (di nero).
Parte ottava
Possibili scenari.

Appendice
1.- Raffronto esegetico tra modi di essere politici e modi di essere mafiosi: Riscontri nella storia della politica modicana
2.- Alla ricerca del blasone di famiglia: delinquenza politica, soldi, potere, e nobiltà
3.- Tutti gli uomini della mediocrità politica modicana.
4.- Aspettando la punizione della delinquenza politica modicana
5.- Professore-Comunista, oppure Comunista-Professore, oppure...

Indice dei nomi
Chiosa finale



PS
Ovviamente, come può vedere, la nostra è una bozza di studio aperta al contributo di chi vuole ricostruire questo periodo della nostra città. L'indice è provvisorio e sarà aggiornato man mano che andrà avanti la ricerca.